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    January, 2007

    Buongiorno

    Buongiorno

     

    Rumori di fondo da un frigorifero

    mentre colori esplodono dentro il mio cuore

    un sorriso stampato nel cuscino

    pensieri che corrono verso bicchieri alzati

    pirati solcano il mio stomaco

    le urla si propagano

    su attraverso polmoni d'oro

    la galleria è stretta

    a uno a uno schiantati

    nell'esofago

    ora non resta niente

    un cane ulula

    si fa mattino

    la mia testa

    una palla da bowling

    lanciata a folle velocità

    strike dopo strike

    inizia a sanguinare

    ora il senso di colpa mi assale

    ricomincio

    ricomincio a sognare

    riesco ancora a farmi male

    finalmente decido di alzarmi

    e una strana gioia ora mi accompagna

    nella mia quotidiana passeggiata

    rido al sole e alla gente

    respiro

    libero

    profondo

    mi fermo

    mi guardo dentro

    capisco che sta arrivando

    è all'orizzonte lo sento

    ma non posso far niente per fermarlo

    un giorno imparerò

    intanto lo accolgo

    altro sangue dalle mie orecchie

    un dolore lacera i miei tendini

    ma lo conosco fin troppo bene

    passa

    questione di tempo

    qualche minuto con me stesso

    mordendo il mio intestino

    ma rialzo il capo

    assaggio le mie lacrime

    una ad una

    finalmente riesco a tornare padrone

    tante cose da fare

    devo comprare lo shampoo

    ed una nuova dolcezza.

     

    Barcellona

    27 gen 06

    January, 2007

    Spaventapasseri in tempo di carestia

    Spaventapasseri in tempo di carestia
     
    intrappolati dentro feroci silenzi
    a boicottare i nostri sentimenti
    in corsa per briciole di felicità
    incolliamo cocci di noi stessi
    ciechi muti sordi apatici
    specchi rotti da zampe di conigli
    anime mal vestite di noia
    corriamo ignoranti sostiamo perduti
     
    inquietudini
    lasciano
    solchi profondi dentro
    venduti
    schiavi di
    piramidi grondanti sangue
     
    chiusi in corazze di paglia
    illusi di poter andare avanti così
    cancro che brucia dentro
    fuori schiacciati dai dubbi
    spaventapasseri in tempo di carestia
    se ci muoviamo moriamo
    se stiamo fermi anche
    risa isteriche pianti assurdi
     
    sorrisi
    lacerano
    carni marce di paura
    idioti
    servi di
    macchine spinte dal dolore
     
    quando il mare sembra enorme                                             urla esplodono attorno
    guardiamo stelle troppo lontane                                            distratti da vuote felicità
    mentre il vento strappa le parole                                           non le ascoltiamo
    e la sabbia inghiotte i pensieri                                              finché non passano attraverso
    chi ha stabilito il prezzo sapeva                                            i nostri sguardi accecati
    che mai avremmo potuto pagare                                            da un sole esausto
    i debiti stipulati dagli dèi                                                     di farsi guardare
    per soddisfare le loro vanità                                                  stupiti di tanto odio
    così stritolati da aguzzini                                                      ci scopriamo fragili
    troppo simili a noi                                                               felini in trappola
    cacciamo via i nostri fratelli                                                   pronti ad azzannare
    per poche carezze.                                                               per poche carezze.
     
     
     
    la seconda metà del testo va letta in parallelo dall'alto verso il basso (come se ci fosse una linea in mezzo): "quando il mare sembra enorme/guardiamo stelle troppo lontane/mentre il vento..." e allo stesso modo "urla esplodono attorno/distratti da vuote felicità..."
     
    scritto per una canzone nella primavera del 2005 (credo...)