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    June, 2006

    Gods Of Metal (1° giorno, I parte)

    E' un sacco ke non posto e di cose nel frattempo ne sono successe...
    In un'altra occasione parlerò delle elezioni in Sicilia (una lunga sfilza di male parole e bestemmie potrebbe rendere l'idea...), di Libera (ke questo mese dovrebbe vedere la luce anke a Barcellona), di quanto accade nella mia ridente cittadina, degli incontri organizzati con Zanotelli & Vendola, dei reading...
    Intanto preferisco parlare di cose allegre e della mia 10 giorni in giro tra Milano, Bologna e concerti vari...
     
    Partito subito dopo aver compiuto il mio dovere di elettore coscienzioso, affronto il viaggio di andata Barcellona-Milano su un treno ke stranamente si presenta in tutte le stazioni in lieve anticipo e arriva a destinazione praticamente in orario. Nella cuccetta piena trovo un ragazzo siculo ke sale anke lui al Gods e il viaggio scorre tranquillamente chiacchierando di musica...
    Giunto a Milano mi sistemo dai miei paesani e mi prendo un paio di giorni di assoluto relax prima di andare in overdose di chitarre distorte...
     
    Gods of Metal, Milano, Idroscalo
    Giovedì 1
    Alzatomi presto, arrivo di buon mattino in San Babila, ci vediamo (con altri metallari usciti dalla metro) passare davanti l'autobus per l'idroscalo e decidiamo di prendere il successivo (mezz'ora dopo) in via Durini, dove effettua la fermata precedente a quella consigliata dall'organizzazione, in modo da prendere tranquillamente posto a sedere sul bus. Nell'attesa, entro nel bar x comprare un pacchetto di siga, esco senza fare caso a chi sta dentro... poco dopo vediamo arrivare una telecamera Rai Tg, con tanto di giornalista (donna) ke istruisce il cameraman. Gli fa effettuare una ripresa dall'esterno ("mentre si prende il caffè"), così cominciamo a interrorci su chi mai ci sarà dentro il bar... nel frattempo un tipo in vestito entra nel bar e la giornalista lo ferma e gli fa rifare l'entrata per poterlo riprendere... intanto dalla porta accanto al bar escono alcuni personaggi, tra cui riconosco Ombretta Colli (Forza Italia)... finalmente "egli" esce dal bar... e chi mi trovo a pochi metri di distanza? La Russa in tutto il suo splendore... interviste, baci, abbracci (mi passa per la testa di gridargli un bello e meritato "buffone", ma sono troppo bravo ragazzo...) e quant'altro poi i personaggi in questione se ne vanno e intanto (finalmente) arriva il bus.
    Il progetto "sedersi tranquillo da qui all'idroscalo" si liquefa di fronte all'anziana ke resta in piedi un paio di fermate dopo, così mi alzo e lascio il posto (l'ho già detto che sono un bravo ragazzo, no?) e proseguo in piedi fino alla meta. Sull'autobus i metallari sciorinano amenità varie, da padrone la fanno le voci di corridoio sulla formazione ke accompagnerà Phil Anselmo (ex cantante dei Pantera e qui presente con i Down). Così qualcuno dice ke ci saranno bassista e batterista dei Pantera...
     
    Arriviamo al Gods... entro e mi fiondo sotto il palco, dove hanno appena iniziato a suonare gli Amorphis (pazienza x i Cappanera, sarà x un'altra volta...). Nonostante l'orario infame (le 12 circa) i finlandesi (forti di un nuovo cantante) se la cavano e il pubblico risponde positivamente... però qualche pezzo + vecchio non avrebbe guastato (in realtà scoprirò poi ke dovevano suonare Black Winter Day, ma il set è stato tagliato)
    Tocca poi ai Caliban (kiamati a sostituire i defezionari co-headliner Dimmu Borgir) ke sciorinano il loro metalcore tra una parte di pubblico ke li segue e canta i loro brani e un'altra frangia ke spera solo ke se ne vadano... certo ke il cantante ha un look un po' improponibile e i pezzi tendono ad assomigliarsi un po' troppo, soprattutto a non convincermi sono i cantati melodici, uguali a quelli di tanti altri...
    Tocca quindi ai norvegesi Satyricon tenere alta la bandiera del black metal. Certo sentire con questo caldo le gelide note del combo di Satyr & Frost non è il massimo, ma la prova del gruppo è buona, anke se a coinvolgere di + sono sempre i brani vekki ke aprono e chiudono il concerto (ascoltare Mother North è sempre un piacere).
    Seguono i Sodom: si fa sul serio. Comincia a infoltirsi la folla sotto il palco e il combo tedesco non delude i metallari: classico marcio thrash tedesco tra brani vecchi e nuovi.
    Tra una bevanda energetica e qualcosa da fumare, arriva il momento dei Nevermore. E' la terza volta ke li vedo (la seconda al Gods) e purtroppo la band di Seattle (x inciso, il mio gruppo metal preferito) si presenta con una sola chitarra (anke in questo caso, scoprirò dopo ke il buon Smyth è assente x problemi di salute). Purtroppo durante Engines of Hate salta l'amplificazione, costringendo la band ad interrompere la song e a ripartire dopo ke i problemi sono stati risolti. Ma continuano i problemi, con il microfono di Dane ke finziona a scatti. Nonostante tutto gli americani vanno ke è una bellezza e (sorpresa) propongono x la prima volta (almeno ai miei occhi) la "canzone + lunga mai scritta dai Nevermore...In-a-gadda-da-vida", spettacolo! Tra una The Seven Tongues og God e una Narcosynthesis, mi trovo a cantare tutto il tempo...e a chiudere Born! Grandi Nevermore! (certo, prima o poi vederli fare una The Sanity Assassin, non sarebbe male)
     
    continua...