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Fungo's homeBisogna essere come il loto: non lo tocca il fango in cui cresce (Krishna) April, 2008 In equilibrio sul filoIn equilibrio sul filo
non importa il lato
importa solo cadere
libero
spiegare le ali
e volare
fino a scontrarmi con sogni
immensi
i miei
e una ferita
dopo l'altra
far cadere
dal mio corpo
questa pelle
che non mi appartiene
che mai mi e' appartenuta
il vento spinge
una luce
la mia luce
via
via
e lontano ritrovo
e lontano respiro
finalmente vivo
finalmente nudo
Pasqua 2008, Merida (Venezuela)
November, 2007 SoleSole
Parole vuote si aggrappano a suoni nell'aria
come cani mi mordono la coda
Sole che splende non si accorge
brucia chi ha intorno
Sole che dorme
brucia quello che ho dentro May, 2007 Comizio (8 maggio 2007)Visto che me lo ha chiesto anke la Digos, mi sento in dovere di metterlo a disposizione di chiunque voglia sapere cosa ho detto nel mio comizio, in qualità di candidato al consiglio comunale per Rifondazione Comunista nella lista di Città Aperta, l'8 maggio 2007 in piazza San Sebastiano.
Io voglio vivere in una città normale. E' questo il pensiero che da un po' di giorni mi passa costantemente per la testa. E' questo il pensiero che vorrei passasse per la testa dei barcellonesi il 13 e il 14 maggio. Perché la realtà delle cose a Barcellona è questa: noi non viviamo in una città normale. A ribadircelo, se ce ne fosse bisogno, è lo svolgimento di questa campagna elettorale. Se avete avuto la "sfortuna" di non assistere ai comizi degli altri candidati a sindaco "favoriti" ora per la vittoria, ora per giungere al ballottaggio, ve li "riassumo" io in breve. Più o meno il "senso" dei loro comizi è stato questo: da un lato "il sindaco per Barcellona" che si impegna a spiegarci che sì lui c'era ma era come se non ci fosse, che era lì per portare l'amministrazione comunale a fare le cose giuste per la città, che era contrario allo scioglimento del consiglio, ma che forse era meglio scioglierlo perché non ci sono i requisiti legali per lo svolgimento di libere elezioni... forse perché le 12 liste al seguito voleva averle lui! Si dimentica Carmelo Torre di essere nell'Udc, il partito di Cuffaro, che vuole imporci la privatizzazione dell'acqua... si dimentica Torre di aver affermato proprio da questo palco che le fiaccolate antimafia danno un'immagine sbagliata della città... Siete voi che date un'immagine sbagliata della città! In una città normale gli uomini politici onesti scendono in piazza e stanno alla testa delle fiaccolate! E in prima fila ci deve essere il sindaco di questa città! E veniamo così ai comizi dei "cugini di campagna", la premiata ditta Nania & Nania che, più o meno, inclusa una lezione di storia su Gramsci che si starà ancora rivoltando nella tomba, ha detto: "Abbiamo costruito strade di pilu, un teatro di pilu e andremo avanti... costruiremo un aeroporto di pilu, montagne di pilu, insomma una Barcellona di pilu per tutti i barcellonesi!". E mentre elencava i fatti ne ha, ahinoi, dimenticati alcuni: si è dimenticato di dire che il primo provvedimento preso è stato quello di aumentarsi lo stipendio... Ma non contento di questo, visto che le casse del comune erano in dissesto, ha nominato super esperti come l'avv. Scoglio o la signorina Livoti, perché gli assessori stipendiati dal comune non bastavano. E, sempre nell'ottica del risanamento dei conti, ha assegnato con determina dirigenziale l'appalto di pulitura del cimitero per una spesa di 180mila euro a una ditta di Milazzo... Sempre in quest'ottica bisogna capire che se si lavora il Venerdì Santo è per il bene dei cittadini e che se a qualcuno vengono dati quasi 100mila euro, non è perché aggiungendo a quella spesa qualche centinaio di euro bisognerebbe ricorrere a una gara pubblica, è sempre per farci risparmiare tempo e denaro... possibile che non lo capiamo?!?
Ma in questa campagna elettorale c'è anche qualcun altro che si sta distinguendo per correttezza... sono i Ds... In molti ancora oggi non capiscono perché non stiamo con loro, perché si è rotta l'unità a sinistra... Certo, in una città normale, l'Unione tutta si sarebbe presentata compatta per contrastare il sindaco uscente di centro-destra. Non a Barcellona dove, i cosiddetti leader dell'Unione sono stati impegnati fino all'ultimo a rincorrere i Torre e i Molino e hanno boicottato le primarie. Ma se non ci stupiamo più di tanto del trasformismo e delle incapacità dei vari Turrisi, Gitto, Calamuneri, Monforte e persino dell'ex sindaco Speciale... che si dovrebbe vergognare! ci stupiamo, invece, dell'atteggiamento dell'autorevole candidato a sindaco, nonché consigliere comunale uscente e segretario dei Ds, dott. Saija. Che ha tentato e sta tentando fino all'ultimo prima di portare noi di Rifondazione con loro, poi di far fare un passo indietro a Città Aperta tutta, perché lui è in rimonta su tutto e tutti e può andare al ballottaggio. Insomma i suoi comizi suonano più o meno così: "Vota Antonio, vota Antonio, vota Antonio...". Invece di mettere in giro voci ad arte, caro dott. Saija, lo spieghiamo noi perché non abbiamo appoggiato la sua candidatura. Non la abbiamo appoggiata perché è talmente autorevole come candidato a sindaco che ha avuto difficoltà a mobilitare gli uomini del suo stesso partito. Non la abbiamo appoggiata perché le primarie bisogna volerle nei fatti e non solo a parole. Non la abbiamo appoggiata perché doveva essere in grado di tenere unita l'Unione e di mantenere le parole dette dentro la stessa sede del suo partito, invece di andare a rincorrere Torre per poi tornare sui propri passi nel momento in cui buona parte dei Ds non l'avrebbe seguita e rischiava di perdere consensi a sinistra. E per favore lasci in pace Gramsci. Ma i Ds non si sono fermati qui. Come finire in gloria la storia di un partito che vi chiede i voti ma in realtà non esiste più? Giocando "sporco", dicendo che tanto noi ad ottenere un consigliere comunale non ci arriveremo mai, che esiste un sondaggio che lo dimostrerebbe. Ora, vista l'attendibilità dei sondaggi alle ultime elezioni politiche e prima ancora alle scorse comunali, quando attribuivano all'opposizione 6 consiglieri e invece i seggi furono appena 3, dovremmo stare in una botte di ferro. Ma c'è un'altra verità da dire... è che nella nostra lista chiunque salirà come consigliere comunale è persona capace e nuova nelle idee, che contano più dell'età anagrafica, voi, invece, porterete i voti ai soliti Saija e Pantano, che sono talmente rigorosi da non aver avuto neanche il coraggio di dimettersi da un consiglio comunale delegittimato non solo dalle indagini in corso, ma anche e soprattutto dal comportamento di alcuni consiglieri stessi all'interno dell'aula. Sarebbe stato un atto dovuto, è stata un'altra occasione persa. E, per chiudere, cari Biondo e Presti, siete giovani vecchi nelle idee e provate a guardare più in casa vostra che in quella altrui... e quando si mette il volto di una persona per sostenere la propria campagna elettorale, sarebbe meglio accertarsi, non dico che quella persona che abita fuori torni a Barcellona per votare, ma, quantomeno, che sia iscritta nelle liste elettorali barcellonesi.
Ma torniamo ai comizi elettorali ed al grande assente: l'antimafia. In una città normale, visti i problemi che ha Barcellona, si dovrebbe partire proprio da qui, perché le molteplici carenze strutturali di questa città sono dovute principalmente alla presenza, palese e occulta allo stesso tempo, della mafia. Il problema non riguarda solo lo scioglimento o meno del consiglio comunale, ancora sub-judice, con tanto di carte che giacciono sulla scrivania di Amato da mesi, il problema è che in una città normale, in una provincia normale, a svolgere le indagini non ci sarebbe il prefetto Scammacca, che si è fatto vedere in compagnia di uomini politici del centro-destra ad una partita di calcio del Messina... Qualcuno dirà: "Che male c'è?"... nessuno, se non fosse che tra questi c'era Astone indagato in quel momento dalla Dda di Messina per un'inchiesta di mafia relativa alla raccolta di rifiuti a Messina. Ma il dr. Scammacca ha anche un altro "merito". Quello di aver fatto il commissario a S. Giovanni La Punta, comune sciolto per mafia, in provincia di Catania. E lì, nel '93, creò una "consulta cittadina", in cui inserì l'imprenditore multimiliardario Sebastiano Scuto. I due si frequentarono per un po' di tempo. Ma, nel 2001, disgraziatamente Scuto finì in carcere per mafia e Scammacca, già nominato prefetto di Messina, fu chiamato a testimoniare per dare spiegazioni su somme di denaro ricevute da Scuto. I "non ricordo" non si contarono.
Ma d'altronde non viviamo in una città normale. In una città normale i diritti non diventano favori, qualunque sia il colore delle amministrazioni politiche, in un città normale quando si presenta il P.R.G. non sono pronti oltre 1.000 ricorsi, uno ogni 15 famiglie circa, e un'indagine della procura, in una città normale il sindaco non si attiva solo dopo le ripetute pressioni dei cittadini su questioni vitali come il depuratore o la privatizzazione dell'acqua, in una città normale quando si asfaltano le strade non trovi le buche dopo pochi giorni, in una città normale il decoro non si fa mettendo quattro piantine in piazza, ma evitando che i rifiuti si accumulino, in una città normale non si riducono in quello stato la vecchia stazione o una casa all'entrata di Barcellona, riempiendole di manifesti anche nei punti più impensabili... probabilmente usano delle giraffe che trasportano su dei camion o calano coi deltaplani..., in una città normale si avrebbe il pudore di non mettere i manifesti elettorali sui bidoni della spazzatura o sulle case iniziate e mai finite, vero simbolo del degrado a cui l'ha portata la mala amministrazione di Nania, in una città normale la gente non se ne va, non emigra in massa per studiare, per cercare un lavoro, per curarsi, in una città normale non ti telefonano a casa infermieri e dottori per ricordarti che di loro hai bisogno, in una città normale i datori di lavoro non pretendono il voto, in una città normale non si militarizza la campagna elettorale, non scendono in campo le corporazioni, non si schierano squadroni notturni, in una città normale non si sceglie fra nero e quasi nero, in una città normale non bisogna andare fin dentro la posta per far togliere i volantini del sindaco uscente, in una città normale la gente esce la sera, non emigra fino a Milazzo o Capo d'Orlando per trovare locali aperti, in una città normale si denunciano e si cerca di porre un freno ai ripetuti atti di violenza che avvengono, in una città normale la gente non cammina con la paura negli occhi, la paura di essere accoltellata per un tamponamento, di vedere uscire una pistola per futili motivi, di essere scippata, rapinata, picchiata mentre gli altri si girano dall'altra parte, in una città normale non si muore di ospedale e di lavoro, in una città normale si proclama il lutto cittadino quando sparano ad un giornalista, non se ne infanga la memoria... Io voglio vivere in una città normale. Se Peppino Impastato viveva a "Mafiopoli", noi, dobbiamo essere consapevoli di vivere ad "Affaropoli". Quando il 13 e il 14 maggio andrete a votare provate a ripetervelo: "io voglio vivere in una città normale".
E ricordatevi che, se c'è stato un uomo politico di rilevanza nazionale e oltre, un uomo con la schiena diritta, un uomo capace di lottare per i poveri ed essere al contempo uomo di intelletto e d'azione, un hombre vertical, quello era un comunista e si chiamava Nino Pino Balotta.
Altre informazioni su questa campagna elettorale e su quello che accade nella nostra ridente cittadina le posterò solo dopo le elezioni. February, 2007 Errata CorrigePer chi ha avuto la (s)fortuna di imbattersi nell'articolo apparso su Centonove a proposito del viaggio in India... questa è la versione che doveva essere pubblicata. (dopo una prima chiacchierata con Domenico, mi aveva spedito l'articolo fatto da lui e l'avevo ontegrato e "aggiustato" così). Le parti aggiunte sono sottolineate.
Per cinque giovani barcellonesi una gita a Lipari si è trasformata nell’occasione per lanciarsi in un lungo viaggio nelle terre dell’India. Nell’isola eoliana, nell’estate 2006, i ragazzi hanno conosciuto Viracandra, un Hare Krishna originario di Castell’Umberto, che li ha invitati ad aiutarlo nel realizzare un’iniziativa umanitaria sul modello di quelle varate da “Food for life” (www.ffl.org). Nel giro di pochi mesi, a novembre, i cinque erano già in volo per Nuova Delhi. “Siamo stati subito entusiasti, il progetto consisteva nel porre le basi per una struttura che desse da mangiare ai bambini che frequentano la scuola e limitare il lavoro minorile perché se gli garantisci la scuola ma non gli dai da mangiare, saranno sempre costretti ad andare a lavorare – racconta Ambrogio Isgrò – Siamo stati in India circa due mesi ed è stata la scoperta di un mondo totalmente nuovo, inimmaginabile per noi occidentali. Per cominciare abbiamo attraversato l’autostrada da Nuova Delhi a Vrindavana, la nostra prima tappa, incontrando le prime carovane di cammelli. Il primo ristoro per noi stravolti dal fuso orario è stato bere il chai (bevanda tipica indiana a base di tè e latte) in una sorta di baracca sulla strada tra topi che passeggiavano sui fil di ferro, il pentolame sparso di qua e di là e un po' di gente attorno ad un televisore”. Vrindavana è il centro mondiale degli Hare Krishna, una piccola cittadina nel distretto di Mathura nello stato indiano dell’Uttar Pradesh, su circa 25.000 abitanti ci sono oltre 5.000 templi. “Vrindavana rappresenta per gli Hare Krishna quello che La Mecca rappresenta per i musulmani. Secondo la tradizione vi trascorse la sua infanzia il dio Krishna, considerato dagli Hare Krishna la più importante divinità del pantheon indiano – racconta Isgrò –, è il luogo terreno in cui si manifesta il mondo spirituale e chi vi nasce nella vita precedente è stato uno yogi. Abbiamo conosciuto le più disparate forme di devozione religiosa. Ad esempio, fare il Parikrama, cioè il periplo a piedi di Vrindavana (e quindi degli oltre 5.000 templi) serve a mondare l’anima non solo dai peccati di questa vita ma anche di quelli delle vite precedenti. Inoltre si crede che qualunque azione si faccia a Vrindavana abbia una valenza karmica molto maggiore”. A Vrindavana Ambrogio Isgrò e i suoi amici hanno alloggiato in un ashram (un tempio-scuola che si autofinanzia dando alloggio a turisti e pellegrini). A Vrindavana i cinque barcellonesi si sono impegnati nelle iniziative umanitarie della Sandipani Muni School. “La Sandipani Muni School è una scuola fondata dall’italiano Rupa Raghunath, anch’egli aderente al movimento degli Hare Krishna che dà istruzione e da mangiare a settecento bambini, di cui oltre quattrocento già adottati a distanza. Chiunque può partecipare, tra le altre cose, alla distribuzione giornaliera di cibo per i poveri che non frequentano la scuola – dice Isgrò – La scuola Sandipani Muni (uno dei progetti di Food for Life) arriva a distribuire circa 50.000 pasti al mese; fa assistenza medica nei villaggi vicini; si occupa degli alberi, delle mucche, della raccolta differenziata e della costruzione di pozzi d’acqua; ha acquistato un certo numero di risciò per affrancare alcuni lavoratori da una vera e propria mafia dei risciò che lì a Vrindavana mantiene alti i costi del mezzo costringendo i guidatori di risciò a non poter comprare un proprio mezzo e a pagare un noleggio piuttosto caro a pochi potenti”. In generale il costo della vita è molto basso in India: il loro primo pranzo indiano in ristorante è costato meno di un euro; per dormire in un ashram o in un hotel si paga meno di 3 euro a notte e un bicchiere di chai costa solo 4 rupie (un euro corrisponde a circa 58 rupie). A Isgrò e i suoi amici non è mancata l’occasione di fare del turismo. Hanno visitato il Taj Majal, il famoso mausoleo fatto costruire nel 1632 dall’imperatore moghul Shahbuddin Mohammed Shah Jahan in memoria della moglie Mumtaz Mahal e dichiarato nel 1983 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Nella città di Fatehpur Sikri hanno scoperto che per il popolo indiano gli occidentali sono “moneta ambulante”. Ambrogio Isgrò racconta: “Fatehpur Sikri è una città abbandonata, ricca di forti e mura dell’epoca moghul. Non c’è un biglietto d’ingresso ma gli indiani ti martellano, devono farti da guida. Entrati in città in auto siamo stati letteralmente assaltati da gente che si proponeva come guida turistica, da mendicanti e venditori ambulanti che hanno continuato per tutto il tempo a starci dietro”. Altre tappe del viaggio sono state Pushkar e Jodhpur, nello stato indiano del Rajasthan, nei pressi del deserto del Thar. Qui hanno dormito a casa di Gemar Singh Bhati (gemar@rediffmail.com) che vuole costruire una scuola nel suo villaggio, fare pozzi d’acqua e montare pannelli solari (che egli stesso non ha). Dopo aver visitato le caotiche metropoli di Nuova Delhi e Calcutta e la leggendaria Benares, l'ultima tappa del viaggio è stata Puri, nello stato indiano dell’Orissa, un’altra città santa indiana. “A Puri vive un italiano, che ormai ha assunto il nome Hare Krishna di Arjuna (arjunanath@hotmail.com), che sta creando una ONG ed organizza campi medici. Noi abbiamo partecipato a uno di questi, di prevenzione dentale. Tra gli organizzatori c’era un docente universitario di medicina ayurveda (la medicina tradizionale indiana utilizzata in India fin dal 4000 a.C. e diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale, i principi medicinali utilizzati sono minerali, metalli purificati ed erbe), il dr. Deba Dash (www.ayurdwar.com). Tramite Arjuna, a Puri i barcellonesi hanno conosciuto i rappresentanti del governo dell'Orissa, partecipato alla cerimonia di consegna di due macchine da cucire a due donne, visto il luogo dove sorgerà una sartoria e visitato due cooperative, una maschile di scultori e una femminile di lavori in cartapesta, collegate al negozio di import-export World Trade Center (www.wtccraftbazarpuri.com). “Torneremo in India, ce ne siamo definitivamente innamorati, ma ora vogliamo creare delle iniziative (commercio equo e solidale, mostre fotografiche, raccordo tra ONG indiane e la realtà italiana) volte a raccogliere fondi per aiutare le realtà e le persone che abbiamo conosciuto lì. Da qualche giorno abbiamo avuto la splendida notizia che una donna, alle cui spese mediche abbiamo contribuito, è stata operata con successo”, conclude Ambrogio Isgrò. Per vedere foto e avere altre informazioni http://fungo78.spaces.live.com e www.casapiranha.it .
Purtroppo uscendo in quella forma e non in questa è stata un'occasione colta a metà (soprattutto l'omissione dei link...). Ma come al solito ci prendiamo quello che viene. Va da sè che le foto erano state quotate e che i nomi dei partecipianti erano stati indicati nella email (su espressa richiesta). E le foto pubblicate le hanno scelte loro su una rosa più ampia (e, "nostra culpa" non c'era una foto una che ci ritraesse tutti assieme). Giusto per puntualizzare ed eviatare equivoci.
January, 2007 BuongiornoBuongiorno
Rumori di fondo da un frigorifero mentre colori esplodono dentro il mio cuore un sorriso stampato nel cuscino pensieri che corrono verso bicchieri alzati pirati solcano il mio stomaco le urla si propagano su attraverso polmoni d'oro la galleria è stretta a uno a uno schiantati nell'esofago ora non resta niente un cane ulula si fa mattino la mia testa una palla da bowling lanciata a folle velocità strike dopo strike inizia a sanguinare ora il senso di colpa mi assale ricomincio ricomincio a sognare riesco ancora a farmi male finalmente decido di alzarmi e una strana gioia ora mi accompagna nella mia quotidiana passeggiata rido al sole e alla gente respiro libero profondo mi fermo mi guardo dentro capisco che sta arrivando è all'orizzonte lo sento ma non posso far niente per fermarlo un giorno imparerò intanto lo accolgo altro sangue dalle mie orecchie un dolore lacera i miei tendini ma lo conosco fin troppo bene passa questione di tempo qualche minuto con me stesso mordendo il mio intestino ma rialzo il capo assaggio le mie lacrime una ad una finalmente riesco a tornare padrone tante cose da fare devo comprare lo shampoo ed una nuova dolcezza.
Barcellona 27 gen 06 |
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